Creare un sito di successo

Creare un sito web di successo, la ricetta esatta non esiste, c’è chi vi promette che vi porterà nelle più alte posizioni dei motori di ricerca, c’è chi vi promette migliaia di contatti giornalieri, certo che è possibile, ma costa.

Al giorno d’oggi la navigazione sul web è ad oltre il 70% fatta con dispositivi mobili (tablet e smartphone) e il dato è anche pessimistico.

Quindi la prima cosa che il vostro sito dovrebbe garantire è una completa responsività con qualsiasi dispositivo, oltre ad avere una velocità di caricamento rapida, oggi la gente ha fretta e poca pazienza.

Un sito sovraccarico di foto in alta definizione, colonna sonora di sottofondo, banner automatici, potrà forse piacere al Cliente, ma di certo non al 99% dell’utenza, si può essere più visibili eliminando il non essenziale.

Il Google style, il sito di Google può essere l’esempio più calzante, c’è quello che serve, è dinamico, sempre aggiornato ( i doodle sono divenuti un must mediatico), questo non significa che tutti i siti dovrebbero essere la fotocopia di Google, ma analizzate il vostro sito, se a voi sembra bello ad altri potrà sembrare brutto, la domanda che vi dovete porrè è cosa è inutile sul mio sito, serve la slideshow se non la aggiorno da anni?

La cosa importante è la fruibilità del sito, inutile fare centinaia di pagine senza avere un tasto cerca, inutile avere immagini ad altissima risoluzione che anche con la fibra ottica ci mettono minuti ad essere caricate, inutile e anzi deprecabile un sottofondo musicale.

Ora non penso di aver scritto un manuale, non ho ne le competenze ne le capacità, ma come utente del web da quando è nato, esprimo un’opinione personale.

E-commerce, alcuni errori

Al giorno d’oggi in molti pensano che un sito di e-commerce sia facile da realizzarsi e di immediato successo, ma non è proprio così, vediamo alcuni dei più comuni errori in cui il Cliente che commissiona un sito ad un webmaster commette spesso.

Innanzitutto la mancanza di un progetto e di una pianificazione può portare a risultati deleteri, un bravo webmaster deve essere in grado di far comprendere al suo Cliente i tre concetti fondamentali di cosa vuoi fare, come lo vuoi fare e che risultati vuoi ottenere.

Pensare di poter fare concorrenza come ultimi arrivati a siti come Amazon o Ebay, che hanno investito milioni di euro in struttura organizzativa e sono leader del mercato, se pensate che spendendo poche migliaia di euro per il vostro sito di potergli fare concorrenza, vi consiglio vivamente di lasciare perdere.

Probabilmente non vi preoccuperete di fare un’analisi della concorrenza, che magari è online da molto prima di voi, che vende gli stessi prodotti, e non vi curerete del prezzo degli altri, questo inevitabilmente vi porterà ad un fallimento annunciato.

Spesso la qualità delle foto dei prodotti e le descrizioni sono alcuanto discutibili, un buon prodotto fotografato male e descritto anche peggio non si vende on line.

Non avere ben preciso il vostro obiettivo di clientela (target) comporterà una offerta confusionaria e non strutturata in base alle esigenze di un probabile mercato, focalizzatevi sui vostri punti di forza e imparate dai vostri concorrenti.

Naturalmente messo on line il sito di e-commerce non potete dimenticarlo, non rispondere tempestivamente alle richieste o peggio ad un ordine creeranno feedback negativi che sulla rete saranno evidenti e difficilmente rimediabili.

Non avere ben presente le problematiche di SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search engine marketing), non affiancare la nascita di un nuovo sito a forme tradizionale di promozione (TV, radio, giornali), non permetterà il decollo, almeno in tempi ragionevoli, del vostro sito.

Per la realizzazione del sito a livello grafico e semplicità di uso vi rimando ad altro articolo.

Intelligenza Artificiale

Oggigiorno si sente spesso parlare di intelligenza artificiale, e spesso a vanvera.
L’argomento è vasto e molto complesso, si basa su varie discipline informatiche, regole matematiche e infine rappresenta alcuni problemi etici.
La fondamentale capacità di imparare per un sistema necessita di grandi capacità di calcolo e di svariate centinaia di migliaia di dati congrui.
Ci sono decine di libri sull’argomento, e decine di facoltà universatarie con ricercatori impegnati, ma a parte il puro esercizio accademico che influenza potrebbe avere nel mondo reale?
Sicuramente moltissima, come ad esempio per tutte le analisi predittive nei più disparati settori, dal meteo alla finanza, ai dispositivi di sicurezza delle automobili e molto altro.
In alcuni progetti che stiamo sviluppando vengono usate parti specifiche di IA, abbiamo realizzato una micro rete di server distribuiti interna per sperimentare alcune funzioni, esperti esterni e collaborando con alcune università ci permettono di sviluppare prodotti funzionali da applicare a casi specifici, la ricerca è in corso.

Sicurezza delle autovetture moderne

Estratto di articolo pubblicato dal giornale “La Repubblica” del 04 febbraio 2015

Automobili “keyless”, a Londra ne spariscono 17 al giorno

La Metropolitan Police di Londra indaga: c’è una gang specializzata nel furto di vetture con sistema “senza chiavi”
di Dario D’Elia.

Automobili “keyless”, a Londra ne spariscono 17 al giorno
AL CINEMA, un “reboot” di “The Italian Job” oggi potrebbe essere “The keyless job”. Però sarebbe un film tristanzuolo, con ladri d’auto informatici, polizia che brancola nel buio e neanche un inseguimento. A Londra, la Metropolitan Police ha ammesso che i furti di auto con chiave elettronica viaggiano ormai con un ritmo di 17 al giorno. L’anno scorso le auto e i furgoncini “keyless” rubati sono stati complessivamente 6283, praticamente il 25% di tutto il parco veicoli oggetto di furto.

Uno studio del politecnico di Zurigo, ha dimostrato quanto sia fragile l’attuale sistema di telecomandi keyless, l’articolo è di Aur´elien Francillon, Boris Danev, Srdjan Capkun
Department of Computer Science
ETH Zurich
8092 Zurich, Switzerland
dal titolo Relay Attacks on Passive Keyless Entry and Start Systems in Modern Cars

Energy E-Motion s.r.l. ha perfezionato un prototipo di un nuovo dispositivo di sicurezza con localizzazione dinamica per telecomando di prossimità per proteggere dall’uso non consentito oggetti mobili e fissi quali a titolo esemplificativo e non esaustivo: veicoli, natanti, porte, finestre, elettrodomestici, attrezzature, strumenti, ascensori, cancelli, controllo di accessi, segnaletica stradale, sistemi di pagamento individuali, che superi il problema di “furto di identità elettronica”, consistente nel fatto che i dispositivi di sicurezza attuali, funzionanti per il tramite di telecomandi di prossimità, cosiddetti “keyless” o “handless”, secondo lo standard crittografico statico Challenge-Response, risultano essere insicuri in quanto si autenticano vicendevolmente ogni qualvolta siano prossimi dal punto di vista elettromagnetico, implicitamente desunto dal livello debole della potenza della trasmissione radio RF.
E’ quindi sufficiente, per il tramite di un qualsiasi sistema esterno di relay a doppia antenna di radio comunicazione ad onde elettromagnetiche, cosiddetto ponte radio, attivo nell’area operativa del telecomando di prossimità, recuperare i segnali e ritrasmetterli violando il codice di crittografia, senza dover decrittare il messaggio ma solo rinviarlo con un piccolo ritardo temporale.

Recuperare energia dai veicoli sui dossi rallentatori è possibile?

L’energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma a un’altra,
così recita il primo principio della termodinamica.

Molti nel mondo hanno inseguito l’idea di recuperare l’energia dei veicoli in rallentamento, e specialmente utilizzando i dossi rallentatori.

Purtroppo nella realtà la fattibilità non è semplice, ci sono da rispettare i vincoli dei vari codici della strada, si ci scontra con veicoli di differenti tipologie e peso, come un semi articolato od una bicicletta, vi è una serie di problemi meccanici non indifferenti, in particolare esiste la problematica di ripristinare la posizione del dosso senza vanificare l’energia raccolta.

Nel corso degli ultimi anni sona nate decine di società nel mondo che avevano la soluzione basata su principi della fisica teorica, che tradotti nella pratica non potevano funzionare, o nel migliore dei casi, producevano l’energia del battito d’ali di una farfalla.

Questo non vuol dire che sia impossibile recuperare questa energia, già le autovetture ibride lo fanno, anche in formula 1 si è fatto (il Il KERS, acronimo di Kinetic Energy Recovery System ), ma i problemi tecnici di una applicazione in larga scala necessita ancora di studio, di prototopi da implementare in condizioni reali, le soluzioni teoriche sin qui viste sono perlomeno molto ottimistiche e fantasiose.